Sì, quando l’insegnante osserva alcune situazioni riconducibili ad un possibile Disturbo Specifico di Apprendimento deve avvisare la famiglia delle difficoltà incontrate dal bambino, facendo riferimento a dati il più possibile oggettivi. Se nella scuola è presente un referente per i DSA è consigliabile che l’insegnante ne parli prima con lui, per poter avere chiarimenti, consigli utili ed indicazioni più precise sulle caratteristiche del disturbo.
2]Quando è possibile avere la certezza di un DSA, da chi viene diagnosticato e su quali basi?
Un DSA può essere diagnosticato a partire dalla metà della classe seconda della scuola primaria, proprio perché i tempi fisiologici di apprendimento della letto-scrittura corrispondono a tale periodo. In nessun caso un insegnante può diagnosticare un DSA! La diagnosi viene effettuata da figure specialistiche come il neuropsichiatra infantile e lo psicologo, che devono prima di tutto sottoporre il bambino a dei Test di valutazione intellettiva. Infatti, una diagnosi di DSA per poter sussistere necessita che il bambino possieda un QI pari o superiore a 85, altrimenti non si può parlare di DSA. In seguito il bambino verrà sottoposto a prove specifiche standardizzate che andranno a valutare tutti i diversi aspetti legati al disturbo, ad esempio la correttezza e la rapidità di lettura e la correttezza ortografica nella scrittura. Ottenuta la diagnosi, la famiglia avrà cura di consegnarla alla scuola, che dovrà attuare le strategie adeguate al singolo caso.
3] Cosa dire ai genitori quando si sospetta un DSA?
È consigliabile, se possibile, agire preventivamente, presentando ai genitori una tipologia di lavoro che prevede particolare attenzione per le difficoltà: ciò aumenta il grado di consapevolezza del problema da parte delle famiglie e può facilitare un eventuale invio alle strutture specializzate.
I genitori infatti accettano più facilmente il consiglio di un eventuale invio da uno specialista neuropsichiatra se in precedenza, nelle assemblee di classe, si è esplicitato che l'impostazione del lavoro e le metodologie adottate dagli insegnanti prevedono particolare attenzione per le difficoltà e che proprio con questo obiettivo si attuano indagini con prove oggettive, in modo da far emergere eventuali problemi di apprendimento.
Ciò nonostante, restano delle frange di genitori poco “disponibili” che alla sola parola neuropsichiatra si irrigidiscono e si ritirano. È importante, in questo caso, avere degli strumenti di osservazione e monitoraggio (con particolare riferimento alle abilità di lettura, scrittura e calcolo) che evidenzino i segnali critici, da condividere successivamente con le famiglie coinvolte.
È anche utile stabilire alcuni punti importanti da chiarire con i genitori, ad esempio:
• Evidenziare come la scuola ha lavorato nel campo del DSA (progetti specifici, formazione, collaborazione con specialisti e strutture sanitarie) ed è per questo professionalmente preparata.
• Far emergere il lavoro effettuato attraverso l’uso di strumenti appositi per l’individuazione delle difficoltà dei propri alunni.
• Sottolineare come la mancata o tardiva diagnosi possono provocare nei ragazzi grosse problematiche emotive.
• Rassicurare i genitori riguardo alle capacità cognitive del proprio figlio
• Fornire documenti informativi che chiariscano alcuni punti nodali che sono spesso fonte di resistenza psicologica (la dislessia riguarda solo bambini con un QI nella norma o addirittura superiore; i suoi effetti possono essere contrastati se viene riconosciuta in tempo e adeguatamente trattata al momento giusto con sedute logopediche; un'eventuale diagnosi consentirà al bambino alcuni diritti fondamentali per il suo futuro scolastico; il bambino probabilmente si rende conto delle sue difficoltà ma non sa capirne la causa, di conseguenza la sua autostima è seriamente minacciata e la motivazione scarsa).
4] I genitori del mio alunno hanno fatto protocollare la diagnosi di DSA: cosa significa?
5] I genitori del mio alunno con DSA mi hanno chiesto se ho redatto per lui un PEP. Di cosa si tratta?
6] I genitori del mio alunno con DSA si lamentano per la quantità di compiti assegnati a casa e mi hanno chiesto di diminuirli. Devo farlo?
7] La famiglia del mio alunno dislessico è molto preoccupata per il passaggio alle medie.