Proporre una didattica diversa significa:
A) Instaurare un clima di classe positivo e far emergere sia le potenzialità che le difficoltà di ciascuno, facendo in modo che vengano accettate serenamente. Si può cominciare leggendo i libri proposti dall'A.I.D. (ad es. “Il mistero delle formiche giganti”) oppure utilizzando il gioco di A.PRI.CO.(“Quando le parole fanno gli scherzetti”). Un altro libro utile per parlare delle difficoltà della dislessia, adatto ai bambini dei primi 2-3 anni delle elementari, è "Un bacio per Bicio"- Edizioni Almayer.
B) Utilizzare tabelle, mappe ecc. con tutta la classe, non solo con l’alunno dislessico, insegnando a costruirle autonomamente.
C) Allestire la classe con riferimenti visivi ai quali poter attingere sempre e liberamente.
D) Far lavorare spesso a coppie o in piccoli gruppi (metodo cooperativo)
E) Creare piccoli laboratori di classe o di interclasse con gruppi eterogenei, soprattutto nelle classi prime, utilizzando giochi didattici per favorire la compensazione di alcune difficoltà (lentezza nel leggere, errori fonologici…)
D) Fornire materiali concreti, manipolabili.
E) Utilizzare di frequente audiovisivi per proporre argomenti disciplinari.
F) Far utilizzare il PC con programmi appositi per facilitare la scrittura e la lettura, come raccomandato nelle circolari ministeriali a proposito degli strumenti compensativi e dispensativi (vedi FAQ seguenti)
Certo! Segnare le cose giuste, invece di quelle sbagliate, evidenziare il positivo... poi riflettere insieme all'alunno su quanto può essere migliorato, con calma, pazienza e in tempi lunghi. In generale, il compito di un alunno con DSA si deve valutare in base al contenuto e non alla forma.
Se poi si vogliono comunque sottolineare gli errori, anche se questo può essere deleterio per la motivazione del ragazzino,(vedi FAQ - Area Relazioni e Motivazione) ci sono accortezze importanti da seguire: leggere anche le FAQ successive.
3] Gli errori nei testi degli alunni con DSA vanno sottolineati?
Come regola generale è importante mettere a fuoco la tipologia di richiesta che l'insegnante fa in quel momento: se si tratta di un compito dove è richiesta la "correttezza ortografica" (dettato, prova di ortografia) è il caso di effettuare le correzioni;
se invece la richiesta del compito è diversa e prevede una fase di ideazione, di progettazione o di rielaborazione personale (testi espositivi, descrittivi, narrativi, argomentativi ecc.), la correzione potrebbe essere completamente tralasciata, valutando semplicemente il contenuto dell'elaborato.
È bene soppesare il fatto che sottolineare gli errori può essere in ogni caso controproducente: la sottolineatura è una tecnica usata in altre occasioni per selezionare, evidenziare e memorizzare informazioni importanti (sottolineatura dei testi di studio); la sottolineatura potrebbe perciò evidenziare l'errore, rinforzando la memoria visiva e provocare quindi un indesiderato "effetto boomerang". Per altre modalità di correzione e consigli utili leggere le FAQ successive.
4] Come correggere gli elaborati di un alunno con DSA?
Vi sono diverse "buone pratiche" per la correzione. Eccone alcune:
- Se ci sono uno o più errori di ortografia su una stessa riga, è utile segnalarlo al bambino con un puntino colorato ad inizio riga. Questo lo aiuta a non disorientarsi di fronte alle numerose correzioni fatte dall'insegnante e lo stimola all'autocorrezione.
- Evitare di usare la penna rossa per segnalare gli errori, sostituendola invece con una penna verde, meno “invasiva”.
- Se in una stessa parola c'è più di un errore, cerchiare la parola invece di sottolineare i vari errori all'interno. La parola corretta va ASSIMILATA, perciò è consigliabile fornire all'alunno una scheda con i termini corretti da poter osservare e consultare in seguito.
- Se una stessa parola è stata scritta più volte in modo scorretto, (caso tipico il verbo avere alla terza persona singolare senza la "h") non penalizzare l'alunno contando come errori il numero delle parole uguali, ma considerarne solo una, come "campione".
- Se un periodo è scorretto, leggerlo all'alunno e chiedere se è in grado di spiegare meglio lo stesso concetto a voce. L'insegnante farà da "prestamano" e riscriverà la frase in stampato maiuscolo.
- Un'altra strategia utile è quella di lavorare sulla fase orale, per prevenire l'errore morfologico-sintattico: si chiede all'alunno di esporre a voce quanto ha intenzione di scrivere (se è il caso, anche sequenza per sequenza), guidandolo nell'elaborazione del discorso. In questo modo lo si aiuta a prendere coscienza dei suoi processi mentali e delle difficoltà che si presenteranno e a pianificare la struttura del testo (didattica metacognitiva). Questa strategia è adatta negli ultimi anni
della scuola primaria ed oltre.
5]Che tipo di metodo è meglio utilizzare per l'insegnamento/apprendimento della letto-scrittura in classe prima? Il metodo globale è indicato?
È ormai assodato che è preferibile il metodo fonico-sillabico, anche se misto. Al contrario, il metodo globale comporta rischi per tutti coloro che già hanno delle difficoltà. Come evidenziato dai professionisti del settore, anche se il metodo di insegnamento di per sé non è rilevante nell’origine dei DSA, tuttavia può complicare molto le cose. Nella dislessia, infatti, sono già compromesse le abilità fonologiche (difficoltà ad analizzare i suoni) e le competenze morfosintattiche (difficoltà a riconoscere la forma della parola nella frase); è inoltre scadente la memoria fonologica a breve termine.
Altri rischi del metodo globale riguardano l'approssimazione nella comprensione del testo e nella decodifica dei grafemi; inoltre, il metodo globale presuppone un bagaglio lessicale e sintattico spesso carente nei bambini con svantaggio di tipo socioculturale o linguistico.
6] Cosa sono gli strumenti compensativi e dispensativi?
Sono misure didattiche necessarie agli alunni con DSA, citate da diverse circolari ministeriali (a partire dalla CM del 5/1/2005) e dal recente D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009 (regolamento sulla valutazione, art.10), che vanno offerte durante le normali attività didattiche e in fase di verifica, senza per questo inficiare la valutazione. Gli strumenti dispensativi sono esoneri da alcune attività di routine; le misure compensative sono facilitatori formali, necessari a compensare alcune carenze difficilmente colmabili.
Sono STRUMENTI DISPENSATIVI:
DISPENSE DA
- lettura a voce alta
- scrittura veloce sotto dettatura
- scrittura di appunti durante le lezioni
- lettura di consegne
- uso del vocabolario
- studio mnemonico delle tabelline, delle formule, delle coniugazioni verbali...
- studio delle lingue straniere in forma scritta
*Inoltre si devono consentire:
- interrogazioni programmate
- compiti a casa in misura ridotta
- l'uso di testi ridotti, non per contenuto,
ma per quantità di pagine
SONO STRUMENTI COMPENSATIVI:
- Tabelle dell'alfabeto con i vari caratteri, delle formule di geometria, delle misure, dei mesi
- Tavola pitagorica
- Calcolatrice
- Cartine geo/storiche
- Mappe concettuali e mentali
- Audiocassette o CD con i contenuti dei testi di studio
- Registrazioni delle lezioni (consentire l'uso del registratore in classe o fornire il file audio della lezione)
- Computer con programmi di videoscrittura e
correttore ortografico, dizionari digitali, libri parlati o in pdf da leggere con sintesi vocale, software dedicati...
- Valutazione che non tenga conto della forma grafica/ortografica, ma del contenuto