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I metodi, il cuore della didattica

Seguendo i link qui sotto troverete idee e strumenti, proposte operative, saggi ecc. Troverete siti di Case Editrici, Università, Gruppi di Ricerca, Scuole e singoli individui che hanno sviluppato metodi a cui attingere per ripensare la didattica:

per una riflessione sull'ASPETTO METODOLOGICO del lavoro in classe

 

e, in generale, PER L'AUTOAGGIORNAMENTO
I materiali segnalati possono essere di tipo gratuito o commerciale. Per alcuni di essi, che reputo particolarmente validi o interessanti, troverete anche una mia recensione. (N.B. Anche questa parte del sito è in progress... )
MATERIALI PER RIFLETTERE SUI METODI

Il metodo analogico di Camillo Bortolato per la matematica: la "via del cuore" che sta diventando famosa. L'ho sperimentato personalmente (e continuo ancora a farlo!) e mi ha aperto la mente. Un metodo fantastico per la sua logica semplice, immediata, per la gioia dei bambini nei confronti della matematica e per i risultati strepitosi... da restare di stucco...!! Un metodo che è un vero capovolgimento della didattica canonica. Esplorate il sito del maestro Camillo e godetevi i suoi video dimostrativi, valgono più di mille parole. A noi docenti sembra impossibile che sia tutto così facile... Siamo increduli, perchè siamo troppo infarciti di teoria e dobbiamo giustificare tutto (in primis il nostro ruolo di detentori del sapere), perciò centelliniamo il sapere, mascherandolo con mille artifici DIDATTICI. I bambini invece imparano molto più facilmente DA SOLI e la comprensione avviene in un battito di ciglia, in un respiro, perchè è un RICONOSCERE quello che già c'era, è volare senza timori, è intuire...

metodo analogico

Nella mia nuova scuola, (I.C. Diano Marina) abbiamo richiesto a Camillo Bortolato un corso di formazione, che ci è stato tenuto da Patrizia Pigato, sua collaboratrice e co-autrice di Apprendere con il metodo analogico e la LIM. Patrizia è una splendida persona, che ha saputo aprirci gli occhi e il cuore con semplicità, regalandoci le sue esperienze, le sue strategie, i suoi errori e le sue riflessioni. Perchè è solo imparando dai bambini si può insegnare loro qualcosa. La matematica con il "modo naturale di apprendere" (il "metodo" analogico) è amatissima dai bambini, non crea ansie ma al contrario suscita grande interesse, motivazione e curiosità. I bambini non sono disorientati, non si perdono... tutto ha un senso se (cito Patrizia) ci mettiamo nella stessa frequenza del loro apprendere.

Con il permesso dell'autrice, metto i materiali del corso a disposizione di tutti

Problemi cl.1^ di Paola Zen -IC Sarcedo-VI (files Notebook per LIM Smart):

Il metodo SEF, ideato da Giorgio Luigi Borghi. Questo metodo, ad uso di genitori ed insegnanti, viene proposto in una serie di e-book tematici che raccolgono ed esemplificano per le varie materie alcune tecniche molto particolari per facilitare e rendere creativi la memorizzazione dei contenuti di studio, la lettura e la scrittura. Il materiale, chiarissimo, è concreto ed operativo ed offre esempi pratici per insegnare strategie ai bambini, incrementando la loro la voglia di apprendere e le loro abilità. Vi invito ad approfondire, richiedendo una copia gratuita dell'introduzione al metodo tramite l'apposito form sul sito dell'autore.

bimbi bravi a scuola
Condivido l'analisi di Giorgio Luigi Borghi rispetto alla realtà: è cruda, ma non possiamo tapparci gli occhi e far finta di nulla. Ho letto gli e-book e il metodo mi è piaciuto perchè restituisce ai bambini l'immaginazione che il mondo moderno, noi adulti, noi insegnanti, di solito tarpiamo... (salvo poi lamentarci che i bambini di oggi non hanno fantasia e che pretendono la pappa già pronta...). Ricordo che io stessa, da bambina, quando non riuscivo proprio a ricordare alcuni argomenti ho istintivamente usato con successo alcune delle strategie che ho ritrovato nel libro, quindi è una strada percorribile, che i bambini possono capire e apprezzare. Il metodo è "rivoluzionario", perchè insegna tecniche visive e associative di cui magari conosciamo l'esistenza, ma che probabilmente non padroneggiamo abbastanza per poterle insegnare, e di cui sicuramente non abbiamo compreso del tutto il potere di facilitazione, di motivazione, di gratificazione nè quanto siano utili per far ottenere risultati concreti nell'apprendimento. Credo che le tecniche del metodo SEF, spiegate in modo chiaro negli e-book, possano aiutare a far vivere la scuola e lo studio in modo creativo e allegro e che valga la pena di approfondire il discorso e di sperimentarlo con i bambini. Il metodo li lascia liberi di scegliere, di imparare e di appropriarsi della conoscenza, ma inventando e sognando ad occhi aperti, come è giusto che facciano. La rivoluzione metodologica proposta sta proprio in questa armonia degli opposti, realizzabile tramite le "strategie segrete".

Per quanto riguarda la lingua italiana, ho appena letto d'un fiato il pacchetto di e-book Una mano d'italiano. Ho apprezzato moltissimo l'ottimo lavoro fatto da Giorgio Luigi Borghi per consentire ai bambini di imparare molto velocemente tutti i modi e i tempi verbali, tramite la contestualizzazione visiva per associazioni mentali, che in Un occhio ai verbi è già predisposta per l'uso (quindi se ne può usufruire direttamente nello studio). Trovo che sia davvero un gran lavoro, che può far evitare tempo, fatica e frustrazione. L'e-book sarà quindi sicuramente utile a tutti i bambini, ma soprattutto a quelli che solitamente faticano nell'apprendimento mnemonico di tipo uditivo, come spesso capita ai dislessici. Mi è piaciuto molto anche Una mano con i temi, in cui vengono descritte ed esemplificate tecniche e strategie per comporre testi creativi ed interessanti, ma ordinati, coerenti e coesi. Nelle classi, la difficoltà nello sviluppo di un testo è cosa di tutti i giorni: alcuni bambini scrivono testi ordinati e chiari, ma banali, senza fantasia, mentre al contrario i testi dei bambini più creativi sono spesso slegati, rovinati dalla scarsa organizzazione testuale e dalla confusione, tanto da risultare a volte incomprensibili o non aderenti alla traccia. Per entrambe le tipologie di bambini (e di testi) l'e-book Una mano con i temi fornisce indicazioni passo-passo molto utili per scrivere un tema piacevole e ben sviluppato. Come dice l'autore, il bambino si deve rendere conto che "scrivere, non è un esercizio fine a sè stesso. Al contrario, è strettamente legato, innanzitutto, alle proprie conoscenze". Per questo, le strategie descritte e dimostrate con esempi pratici accompagnano il bambino ad uscire dalla logica della scuola "a compartimenti stagni", in un'ottica olistica e motivante. Sempre a proposito di italiano, esiste anche l' e-book Una mano con le poesie, che facilita la memorizzazione di poesie, improntandone lo studio in modo visivo invece che uditivo, rendendolo così più accattivante e personale. Anche in questo e-book vi sono esempi già pronti da utilizzare direttamente e da cui prendere spunto.

Oltre al metodo SEF, Giorgio Luigi Borghi ha ideato il PEF (ovvero Prima Elementare Facile), un metodo per insegnare a leggere e scrivere ai bimbi piccoli... già molto prima dell'inizio della scuola. Questo non significa imporre sforzi e fatiche anticipatamente, ma solo incanalare con il gioco e con tempi molto distesi le grandi potenzialità e la motivazione dei bambini, sfruttare la zona di sviluppo prossimale, consolidando contemporaneamente l'autostima e la voglia di apprendere. Infatti, come dice l'autore, "chi inizia la scuola sapendo già leggere e scrivere ha una marcia in più". Come non essere d'accordo?? Abbiamo sempre tutti in classe 1^ almeno un alunno che a settembre sa già un po' leggere e scrivere, fare semplici conti... Di solito è il primo della classe, fino alla quinta. Ma soprattutto, resta negli anni seguenti uno dei pochi davvero interessati ad apprendere, maturi, sereni, consapevoli, che non si impegnano per il voto, ma per fare bene, per sè stessi... e che faticano meno degli altri. Anche questo dovrebbe farci riflettere tutti, insegnanti e genitori.

Borghi scrive anche "qualsiasi cosa non appassioni, a lungo andare, diventa un peso". Anche questo è un dato di fatto, nell'esperienza di tutti. Per questo, è fondamentale ripensare la didattica, renderla davvero a misura dei bambini, appassionarli all'apprendimento, vedere il mondo dal loro punto di vista. Solo così la fatica di imparare non sarà più tale e anche noi docenti ritroveremo l'entusiasmo per l'insegnamento. Chi lavora con passione sa quanto questo sia vero e di vitale importanza. Il metodo PEF è semplice, ha una scansione graduale step by step, attenta al benessere del bambino e facilita il superamento di alcuni classici "scogli" come ad es. il passaggio dallo stampato maiuscolo a quello minuscolo. Le tecniche descritte negli e-book "I 7 passi per imparare a leggere e scrivere" e "Leggo bene " sono rivolte ai genitori, ma a mio avviso forniscono agli insegnanti preziosi spunti di lavoro e di riflessione metodologica.

Il metodo è applicabile con tutti i bambini, ma trovo che sia anche particolarmente indicato per quelli con un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA). A questo proposito, segnalo gli utilissimi e-book correlati, che possono essere usati per il training dei bambini dislessici, quindi per la discriminazione fonemica, sillabica e lessicale, per aumentare la velocità di lettura, potenziare l'intuizione e la capacità di anticipazione lessicale e per regolare i movimenti saccadici: Il gioco dello ZAC ZAC, il gioco delle parole dimezzate, il ping pong delle parole, il gioco delle parole incomplete (+le schede dei labirinti per il rilassamento oculare dopo il training e quelle per la direzionalità delle lettere in scrittura, anche per i mancini). Per chi desidera saperne di più, QUI c'è il blog di Giorgio Luigi Borghi. Qui invece potrete richiedere gratuitamente la guida "Problemi con la lettura? Se segui un metodo chiaro li risolvi", introduzione di LeggoBene

 
 
 
Altri metodi .... appena possibile
 
 
 
 
 
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MATERIALI PER L'AUTOAGGIORNAMENTO
  punto elencoIl sito della Erickson. Oltre ad acquistare, quasi sempre è anche possibile salvare qualche pagina dei libri cliccando su "sfoglia il libro"; idem per i demo dei Cd. In questo modo si potranno conoscere metodi diversi per qualsiasi aspetto delle discipline
punto elencoGRIM il gruppo di ricerca per la didattica della matematica: Materiali elaborati nei corsi e nei laboratori SISSIS e Scienze Formazione Primaria, anche per le difficoltà di apprendimento.
punto elenco Didattica metacognitiva: percorso ed esiti di una ricerca-azione a scuola
punto elenco Appunti di didattica metacognitiva a cura di Claudia Valentini
punto elenco Materiali e proposte di lavoro in apprendimento cooperativo
punto elenco Scintille.it il portale del Cooperative Learning
punto elenco Tante vie per imparare: stili e strategie di apprendimento / insegnamento
punto elenco Articoli e percorsi di lavoro: metodologie didattiche e buone pratiche dal CIDI
punto elencoCapire per modelli : idee guida ed esmpi concreti per l'innovazione della didattica scientifica e tecnologica
punto elencoCostruttivismo e didattica: percorsi, esperienze, brevi saggi ed articoli per avere una panoramica degli aspetti metodologici del costruttivismo
punto elenco Contributi pedagogici scaricabili dall'USR Umbria
punto elenco Alfabetiere pedagogico italiano proposta didattica e materiali per insegnare le basi della letto-scrittura. Con video dimostrativi.
punto elenco Il piccolo Pitagora proposta didattica e materiali per insegnare le basi del calcolo. Con video dimostrativi.
punto elencoDimat: matematica differenziata in base alle capacità. Esperienze e materiali
punto elenco DidMat progetto SET: linguaggi e razionalizzazione, metodi ed unità di lavoro
punto elenco Articoli su un metodo particolare, basato sulla metacognizione, per l'individualizzazione dell'insegnamento/apprendimento Didatticamentalista
punto elencoLe speciali attività didattiche del Museo dei Ragazzi di Firenze
punto elencoMateriali per la formazione dei docenti in tema di disabilità dal sito dell'USR Emilia Romagna
punto elenco Risorse utili e interessanti su ADHD bambini iperattivi
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Perchè una zona del sito sui metodi?

Perchè sono convinta che possano fare davvero la differenza.

All'obiettivo (o se preferite, alla competenza...) si può arrivare per mille strade diverse: facili o impervie, piacevoli o terribilmente noiose e faticose, generatrici di ansie e confusione, oppure di allegria e curiosità. Chi decide la strada non sono certo i bambini, ma è il depositario della didattica : il docente, con i suoi metodi.

Con ciò mi metto in discussione per prima: non è facile capire come rendere facile e piacevole l'apprendimento e si sbaglia spesso e volentieri, stretti da un lato dai tempi sempre più ristretti e dai ritmi frenetici e dall'altro dalle indicazioni mutevoli che arrivano "dall'alto". Nelle classi, sempre più alunni con bisogni educativi diversi, differenti prerequisiti ... E poi le famiglie più o meno presenti e collaborative, le programmazioni a classi parallele, i confronti con i colleghi (io sono qui, io sono ancora là... ), i libri di testo che preparano il terreno come se si dovesse per forza seminare tutti lo stesso campo, allo stesso ritmo e nella stessa stagione,con le stesse tecniche...) E ancora altro... Solo i docenti possono capire la complessità che fagocita la scuola. Solo i docenti possono cercare di cambiarla. Dal basso.

L'unica soluzione per uscire da un pericoloso e negativo tran-tran è rendersi disponibili al cambiamento, sperimentare nuovi approcci, mantenendo però ben fermi i valori fondamentali e il cuore: se vogliamo bene ai bambini e a noi stessi, alla vita, alla libertà... allora possiamo guardare con altri occhi quello che succede con un metodo piuttosto che con un altro.... quello che funziona e quello che invece non funziona. Possiamo cambiare metodi. Come dice Camillo Bortolato, "Molti bambini che hanno successo a scuola spesso è perché hanno imparato da soli prima di entrarci. Oppure trovano il modo di difendersi da certa didattica..."

Ci vuole coraggio per lasciare la vecchia autostrada percorsa da tutti e imboccare sentieri sconosciuti... Fa un po' paura farsi guidare daii bambini, cercare di imparare da loro, leggendo nei loro occhi, nel loro fare da soli, cosa è facile e cosa no, cosa è davvero indispensbile e cosa è solo il "didattichese" di cui siamo pieni... Difficile per noi docenti non dare pesci, ma insegnare invece a pescare ... Però... Finchè abbiamo la libertà di insegnamento, possiamo cercare di rendere la scuola un gran bel posto, dove vivere, crescere e imparare assieme. Gli uni dagli altri. E le volte che succede ci sembra un miracolo.

Anni fa, con moltissimi altri colleghi, ho firmato un documento senza valore ufficiale, ma che reputo importantissimo. Una dichiarazione di intenti. Per avere un punto fermo a cui tornare quando perdo la strada. Vi invito a fare lo stesso.

http://www.manifestoinsegnanti.it/

 
 
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