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LA DISLESSIA

La dislessia è un Disturbo specifico dell'apprendimento che riguarda almeno il 5% della popolazione scolastica, eppure se ne parla ancora troppo poco e, soprattutto, poco si fa per individuare ed aiutare gli alunni con DSA. La dislessia non è un handicap, non riguarda gli insegnanti di sostegno, ma TUTTI I DOCENTI CURRICOLARI. Presumibilmente, abbiamo tutti almeno un alunno dislessico in classe... Per tutti coloro che, come me, sono alla ricerca di strumenti adatti, metto a disposizione alcune risorse. Clic sui link per accedervi:

puntoelenco Il DIS-BLOG (Il mio blog dedicato alla dislessia, con indicazioni e risorse; ora è chiuso per forza maggiore, ma è ancora consultabile come archivio)
puntoelenco Materiali da scaricare, utili per la didattica con i bambini dislessici (e non solo):
video- cartoon UNA FIABA -CARTONE ANIMATO PER PARLARE DI DISLESSIA AI BAMBINI E A SCUOLA da vedere on line o scaricare
leggi l'articolo I bambini di scuola primaria insegnano la dislessia : parlarne in classe è possibile e anche molto utile (per tutti!)
STRUMENTI COMPENSATIVI: dove reperirli? indicazioni utili
CD CD - BES: materiali e strumenti per i laboratori didattici di recupero/rinforzo, con ricerca automatica secondo il tipo di competenza da attivare (è per i BES in generale, ma molti materiali sono adatti anche agli alunni con DSA e sono segnalati)
vademecum Il Vademecum per la dislessia
vademecumLeggere i DSA con Piperita Patty (C.T.S. Marconi - BO)
Alcuni strumenti utili per l'insegnante

scalata all' istruzione

Cos'è la dislessia?

È un disturbo specifico dell’apprendimento che si rileva in bambini con intelligenza nella norma o brillante, in assenza di problemi neuro-sensoriali e a prescindere dall’ambiente socio-culturale di appartenza.

È presente sin dalla nascita, ma si evidenzia solo all’inizio del percorso scolastico: dopo un lasso di tempo “ragionevole”, cioè i primi due anni della scuola primaria, solitamente le abilità di lettoscrittura sono acquisite, ma così non è per i bambini dislessici.

Persistono infatti difficoltà oggettive nella lettura, nella scrittura e a volte nel calcolo, difficoltà che sono riconducibili ad una parziale o addirittura mancata AUTOMATIZZAZIONE nella conversione dei segni/simboli in suoni e viceversa.
Questa difficoltà può essere più o meno intensa e circoscritta alla lettura, alla scrittura, oppure, sebbene più raramente, al calcolo, ma più spesso investe più ambiti.
In generale si parla, infatti, di D.S.A. (disturbo specifico di apprendimento) che può comprendere dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia...

Se pensiamo a quando abbiamo imparato a guidare l’auto e alla difficoltà di automatizzare la posizione delle marce sul cambio e quella dei pedali, possiamo farci un’idea del grande problema e del disorientamento di un bambino dislessico.
Quando legge, ogni lettera, ogni sillaba, ogni parola è una grande difficoltà da superare, dato che l’automatismo visivo, la parola scritta globale non c’è nella sua mente….. è come se il bambino dislessico vedesse ogni parola e la successione di sillabe per la prima volta.
Questo comporta un impegno considerevole, un enorme sforzo senza risultati accettabili, ma con grande affaticamento e frustrazione.
Ne consegue, ovviamente, che il bambino avrà un pessimo rapporto con i testi scritti e sarà molto lento nella lettura e/o nella scrittura, persino nel copiare dalla lavagna.

Per insegnanti e genitori c’è il rischio di giudicare erroneamente il bambino dislessico come “pigro”,“distratto” e “svogliato” anche perché, ovviamente, lui cercherà di evitare il più possibile le situazioni in cui gli si richiede di decodificare un testo scritto e spesso assumerà per reazione atteggiamenti rinunciatari o di sfida, dovuti ad ansia da prestazione e ad una scarsa autostima.

Le difficoltà di codifica/decodifica comprometteranno la comprensione del testo e l’acquisizione delle conoscenze nella maggior parte delle materie, dato che nella nostra cultura la parola scritta ha un ruolo predominante.

Oltre a questi grandi problemi, i bambini dislessici possono avere altre difficoltà, concomitanti a quelle già citate:

*Disturbi nell’organizzazione dello spazio
*Disturbi del linguaggio
*Disturbi nella coordinazione motoria
*Disturbi nell’esecuzione di procedure
*Disturbi nella memoria di lavoro
*Disturbi dell’attenzione e iperattività
*Disturbi del comportamento e della condotta


Questi sono, in generale, i “sintomi” che possono far presagire ad un insegnante che un certo alunno potrebbe essere affetto da dislessia.

La diagnosi naturalmente può essere fatta solo da specialisti, attraverso test specifici, ma vi sono diversi indizi, come ad esempio certi errori caratteristici, che possono essere focalizzati per tentare di vedere più a fondo nel problema. E' fondamentale che gli insegnanti si accorgano di questi segnali e che vengano fatti al più presto i test di accertamento: prima si interviene con la logopedia e con attività didattiche appropriate e meglio è! L'autostima di questi bambini è duramente minacciata dagli insuccessi e dalla consapevolezza che NONOSTANTE i loro sforzi, non riescono a raggiungere i risultati attesi...

Inoltre, la normativa parla chiaro: i bambini con DSA hanno DIRITTO a strumenti compensativi e dispensativi, sia nella fase di apprendimento che in quella di verifica. Qui di seguito i link per scaricare la normativa più recente a proposito, che contiene indicazioni operative precise:

Per comprendere meglio la problematica ed avere indicazioni sul da farsi, consiglio la lettura del Vademecum per la dislessia, scritto dalle insegnanti M.Troiano e P. Zuccaro, che potete scaricare cliccando qui:

punto VADEMECUM punto

 

SEMPLIFICARE I TESTI PER I DISLESSICI: ovvero come rendere più leggibile un testo cartaceo

Al di là del fatto che la lettura, per un dislessico, non sarà mai una cosa automatica, come lo è per la maggior parte di noi, ci sono alcune regole che i docenti possono tenere presenti se vogliono aiutarli a leggere testi cartacei (e quindi senza sintesi vocale)... Ecco perciò alcune linee-guida per fornire testi semplificati agli alunni con DSA, sia dal punto di vista grafico (in modo da favorire la percezione visiva) che da quello sintattico e lessicale (la "forma" linguistica del contenuto).
I consigli che trovate qui provengono da una mia rielaborazione dei materiali di studio offerti da PuntoeduDislessia, dal "Vademecum per la dislessia" e da altre letture.Riguardo ad alcuni dei punti evidenziati di seguito, rendo disponibili due strumenti che potrebbero essere comodi (clic sui link per scaricarli):

punto elenco Istruzioni per convertire velocemente un testo da stampato minuscolo in stampato maiuscolo (in Word e in Writer)
punto elenco Un modello per Word già predisposto, (e le istruzioni per utilizzarlo) per scrivere su un file vuoto ed ottenere, automaticamente, lo stampato maiuscolo, un font senza grazie ed abbastanza grande, l'interlinea spaziosa ed i margini laterali più larghi. Il modello potrà eventualmente anche essere modificato.

Le linee-guida per la leggibilità:

La grafica:

1) Corredare il testo di immagini, schemi, tabelle, ma in modo chiaro e lineare, senza "affollare" le pagine.
2) Usare le intestazioni di paragrafo per i testi lunghi.
3) Usare se possibile lo STAMPATO MAIUSCOLO. E' più facilmente leggibile (perchè stanca meno la vista) per chiunque!
4) NON usare l'allineamento giustificato: lo spazio variabile tra le parole non aiuta i loro movimenti saccadici.
5) Non spezzare le parole per andare a capo.
6) Andare spesso a capo, magari dopo ogni punto di sospensione (capoversi).
7) Distanziare sufficientemente le righe (usare un'interlinea abbastanza spaziosa).
8) Usare fonts del tipo "sans sarif", cioè "senza grazie".
Il Times New Roman, ad esempio, è quello che di default si utilizza in Word, ma non è indicato. Nel nostro Pc ci sono già fonts sans sarif, basta controllare che abbiano segni "puliti", senza lineette aggiuntive, come ad es. il Comics, il Verdana, il Georgia, l'Arial.
Un elenco dei sans sarif più comuni lo potete vedere qui (tratto dal sito http://www.graficainlinea.com/pagine/grafica/Font.html)

FONTS UTILIZZABILI
fonts sans sarif

Attenzione, però: in alcuni di questi fonts la "i" maiuscola e la "elle" minuscola sono identiche! Altri, come il Comics e il Verdana li mantengono invece distinti (come eccezione, la sola I maiuscola ha le grazie).9) Impostare il font in un formato ("corpo") abbastanza grande: se un corpo di 12 punti può essere accettabile per il Verdana maiuscolo, per altri tipi di font più piccoli potrebbero servire almeno 14/16 punti.
10) Se possibile, usare il grassetto e/o colori diversi per evidenziare le parole chiave ed i concetti più importanti, o per raggruppare (nel caso dei colori) concetti e contenuti tra loro correlati. Come per il punto 1, però, attenzione a non esagerare: il testo deve essere chiaro, "pulito", senza inquinamento visivo.

L'organizzazione dei testi e il lessico:

1) Usare frasi brevi, evitando le subordinate e preferendo, piuttosto, le coordinate.
2) Non usare doppie negazioni.
3) Fare attenzione alle frasi con troppi pronomi: costringono ad inferenze ed aumentano il carico cognitivo, a scapito della strumentalità di lettura.
4) Nei testi informativi/di studio raggruppare le informazioni per blocchi tematici.
5) Nei testi narrativi sostituire gli eventuali flash-back con un più semplice ordine cronologico.
6) Cercare di evitare testi troppo lunghi: max 250 parole per pagina.
7) Per quanto possibile, usare forme attive e al modo indicativo.
8) Usare un lessico semplice, in base all'età e alle difficoltà dell'alunno.

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